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ROCCASTRADA: I minerali
"Il terreno di Roccastrada è ricco di metalli di rame, d'argento e d'oro ancora" (O. Piattelli, 1902), così venivano illustrate le potenzialità economiche legate all'industria estrattiva, in un opuscolo non certo a carattere scientifico, ma che traduceva in parole speranze e illusioni, frutto sia di tentativi di ricerca più o meno promettenti, sia di pareri favorevoli di illustri geologi del Regio Campo delle Miniere, primo su tutti Lotti.
L'interesse minerario per questa zona ha origine assai remota, anche se in tono minore rispetto alle aree confinanti di Massa Marittima e Montieri. Nel circondario di Roccastrada si ritrovano testimonianze di antichi scavi minerari a galleria che, per le tecniche usate, sono attribuiti agli Etruschi.
Dopo riprese effimere e stasi secolari, con la nascita dell'industria mineraria moderna (fine XVIII sec.) inizia, specialmente nella Toscana Marittima, un'intensa attività di ricerca e di estrazione, sostenuta da risultati spesso lusinghieri: Montecatini Val di Cecina, Larderello, Massa Marittima, Monte Amiata.
La zona di Roccastrada non rimane esente da questo fenomeno, tanto che nell'aprile del 1834 viene istituita una società in accomandita, la Compagnia Porto, che acquista la "concessione del diritto perpetuo di escavazioni di minerali e metalli di qualunque specie" (Atto notarile, 1834).